La poetica dell'enigma nella pittura metafisica - tra Futurismo e Surrealismo il movimento italiano Thursday, June 26, 2014

Giorgio De Chirico, Le Muse Inquietanti, 1917

La pittura metafisica è un grande movimento artistico proveniente dall’Italia che ha caratterizzato il panorama delle discipline figurative a partire dai primi anni del Novecento. Parallelo al Futurismo, ma in opposizione ad esso e alle correnti francesi come l’Impressionismo, a prima vista potrebbe sembrare l’inizio del Surrealismo.
Sogno, automatismo dell’inconscio e unione tra veglia e visione onirica, però, non sono di interesse degli artisti metafisici. In questa corrente predomina l’immobilità: tutto sembra fermarsi in uno spazio senza tempo, nel silenzio più assoluto.
Il termine «metafisica», nell’uso di Giorgio de Chirico (1888 – 1978), uno dei principali esponenti del movimento, e di altri artisti metafisici, allude a una realtà diversa, che va oltre quel che vediamo e che rivela un significato differente. Si intende quindi attribuire informazioni nuove a oggetti comuni, estraniandoli dai loro contesti usuali, creando un effetto provocatorio che genera un senso di turbamento. «L’opera d’arte metafisica […] dà però l’impressione che qualcosa di nuovo debba accadere in quella stessa serenità e che altri segni, oltre a quelli già palesi, debbano subentrare sul quadrato della tela.» («Valori Plastici», rassegna d’arte, aprile-maggio 1919). Segni distintivi della corrente sono l’ordine e la chiarezza compositiva, oltre all’uso di una prospettiva molto marcata e dell’enigma, spesso presente nelle opere.
La Metafisica è quella verità nuova che si cela in ogni oggetto, se solo si riesce a vederlo o immaginarlo al di fuori del suo contesto abituale.