una riflessione sui generi: esistono ancora? L'opera contemporanea di Mesguich tra street e fine art Thursday, April 17, 2014


L’arte è cambiata molto, nel corso degli anni: seguendo l’uomo, la natura, le città o le correnti culturali, differenti di Paese in Paese. Ma cos’è realmente l’arte, oggi? Cosa si può definire come tale e, soprattutto, si può ancora categorizzare in movimenti o correnti?
Ultimamente, osservando opere artistiche e leggendo descrizioni utili a capirne il senso, spesso molto più profondo di quanto si possa immaginare, le opere sembrano non più appartenere ad un’unica descrizione, categoria o genere. Sembrano, piuttosto, essere un mix tra correnti, percezioni, personalità e ispirazioni. Appaiono vive, come l’artista che le crea.
L’arte contemporanea, in particolar modo, è un pastiche di elementi, e David Mesguich lo dimostra. Con Pressure 1.0 mette in discussione i suoi limiti, diventati sempre più sottili.
L’artista, proveniente dal graffitismo e dalla street art, mostra qualcosa di diverso, un tocco in più, che avvicina Pressure 1.0 a quella che viene comunemente chiamata fine art.
L’opera di Mesguich è caratterizzata da una riflessione molto raffinata, costruita sulla base di forme geometriche in scala di grigio. Fondamentale è il concetto di posizionare l’opera, una volta terminata, nei centri delle città. Un richiamo anche qui ai limiti, quelli che spesso noi stessi ci (im)poniamo, vivendo come se fossimo in parallelo tra due realtà, una concreta e un’altra ideale.
A questo punto si può capire che l’arte non è una cosa sola, ma un insieme molto vasto di elementi provenienti da differenti parti, simili o distanti, con cui l’artista può esprimersi e trasmettere un concetto profondo sotto diverse sfumature, mandando un messaggio chiaro, anche se, a volte, difficile da decifrare.



In passato avevo già parlato del lavoro di David, lo puoi trovare qui


davidmesguich.com