post-moderno: cambiamento in arte e cultura - la storia come contenitore dal quale servirsi Friday, January 31, 2014


Tra la seconda metà degli anni ’70 e ’80 nel mondo delle arti si sviluppa il post-moderno, prima su tutte, in architettura. Nel corso della storia dell’arte, come in altre discipline, c’è sempre stato un continuo andare avanti, un radicalizzarsi e minimizzarsi, cercando di fare sempre qualcosa di più moderno, più nuovo, ma a un certo punto questa “corsa” sembrava essere insensata perché non si sapeva più come continuare.
Una possibilità fu quella successivamente classificata come “post-moderno”, in cui si recuperava tutto quel era stato fatto prima, prendendo spunto da elementi del passato sia più lontano che più vicino, estrapolando elementi che sembravano poter essere utili per poter costruire, nel caso dell’architettura, nuovi edifici. Il ripescare elementi del passato non significa negare la corsa al moderno, ma è un modo per dire che è inutile andare oltre i risultati già raggiunti. Si cerca quindi di fare qualcosa di nuovo e diverso riutilizzando quello che la storia dell’architettura e dell’arte mettono a disposizione.
Nell’ambito dell’architettura un ottimo esempio è quello di Robert Venturi (1925) con la sua “Venturi’s house” del 1962-64, progettata e costruita pensando a grandi del passato, come Le Corbusier, Walter Gropius e Ludwig Mies van der Rohe, tutti architetti e fondatori del Bauhaus, scuola tedesca di arte, architettura e design.
Guardare al passato non è da intendere negativamente: spesso può essere una grande fonte d’ispirazione e un’opportunità per realizzare qualcosa di nuovo e di ben fondato, pieno di conoscenza e rimandi a grandi personaggi che hanno segnato il punto in cui siamo ora.