Turnarond e Viandante sul mare di nebbia - Benedikt Partenheimer e Caspar David Firedrich: similitudini ad anni di distanza Wednesday, November 21, 2012


Benedikt Partenheimer è un fotografo tedesco, classe 1977, originario di Monaco ma stabilitosi successivamente a Berlino.
In uno dei suoi più recenti progetti fotografici, «Turnaround», ancora in parte in corso,  è relativamente facile intuire il suo background culturale: osservando i vari scatti si può notare a colpo d’occhio una notevole somiglianza con il lavoro pittorico di Caspar David Friedrich, pittore del 1800, in particolare con l’opera «Viandante sul mare di nebbia» (1818). La carriera di Benedikt Partenheimer comincia proprio con studi in storia, storia dell’arte, filosofia e fotografia, che tutt’oggi sfrutta come strumento espressivo per i suoi lavori e progetti; tutti questi sono studi che sono stati approfonditi in differenti città, come Melburne, New York e Monaco. Il riconoscimento dei suoi lavori è avvenuto nel 2003, anno in cui ha iniziato con le personali e collettive esibizioni a livello internazionale, ricevendo anche numerosi premi nell’ambito della fotografia.

L’ultimo progetto di Partenheimer comprende una serie di fotografie che vanno contro l’idea più comune di ritratto; le sue immagini ritraggono differenti persone, di differenti generazioni e contesti culturali, sempre fotografate di spalle e rivolte verso l’ambiente che le circonda. Molte di queste immagini sono state catturate in spazi aperti, come la cima di una collina, la cima di una scala rivolta verso una città, il mare, mentre altre sono state realizzate all’interno di spazi chiusi, come ad esempio abitazioni, magazzini od altri luoghi simili.
Proprio grazie a questa costruzione dell’immagine è facile intuire il rapporto con Friedrich: il punto di vista del fotografo è infatti lo stesso utilizzato in «Viandante sul mare di nebbia» e nella maggior parte dei lavori pittorici eseguiti dal pittore tedesco, e chi osserva le fotografie può così provare le stesse sensazioni suscitate dalla visione del quadro. Adottando il suo stesso punto di vista, che è anche quello del fotografo e del soggetto fotografato, diventa molto facile immedesimarsi nella persona ritratta: possiamo facilmente intuire e sentire le sensazioni provate dal soggetto, i suoi pensieri, i rumori ed i suoni del contesto circostante, sentendoci spesso minori ed a confronto rispetto alla natura.
Riprendendo Friedrich, ci troviamo di fronte ad una natura sublime, grandiosa ed affascinante, ma che allo stesso tempo é spaventosa e ci rende impotenti e piccoli nei suoi confronti, senza offrirci il conforto ed il rifugio che a volte in essa si ricerca. Alcune critiche mettono però in dubbio l’idea di natura sublime e l’impotenza dell’uomo di fronte ad essa : c’è chi sostiene che la posizione del viandante, nell’opera di Friedrich, sia di dominio rispetto alla natura, non di sottomissione, ed altri aggiungono che il viandante funge da metafora per il futuro sconosciuto che ognuno ha di fronte a sè.
Oltre a quest’idea di natura ripresa dal romanticismo, Partenheimer mostra un forte legame con la filosofia di Immanuel Kant, in particolare per quel che riguarda i concetti di spazio e di tempo, di interno ed esterno, che possono darci una buona interpretazione e spiegazione dell’idea di base del progetto fotografico in questione: la serie esamina le apparenze esterne e le esperienze interne del singolo soggetto.
I due artisti, ma come loro tanti altri, sono in grado di condurci in molteplici ambienti, spesso molto differenti da quello in cui ci troviamo, solo grazie alle loro capacità espressive, scegliendo il punto di vista che più ci coinvolge, catapultandoci in luoghi realistici e facendoci viaggiare fino a destinazioni a noi spesso sconosciute.

(images: Benedikt Partenheimer, “Turnaround”, progetto 2012
Caspar David Friedrich, "Viandante sul mare di nebbia", 1818)